Monterosso un mare di libri

Al via la VIª Edizione del salotto letterario delle Cinque Terre in programma nei mesi di luglio, agosto e settembre 2022 nel centro storico di Monterosso al Mare (SP), tra il Molo dei Pescatori, Piazza Garibaldi e lo Scoglio del Corone. Una serie di incontri a ingresso libero e gratuito con i maggiori scrittori di narrativa e saggistica italiana.


La manifestazione è organizzata dal Comune di Monterosso al Mare e dal Consorzio Turistico Cinque Terre, con il sostegno del Parco Nazionale delle Cinque Terre, dei Cantieri Navali San Lorenzo, della Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana e di Confartigianato; la collaborazione della Pro Loco di Monterosso e della CNA, l’ausilio tecnico di Res Comunicazione. Il direttore artistico di Monterosso Un Mare di Libri è il giornalista e scrittore spezzino Marco Ferrari.

Per partecipare come pubblico a Monterosso Un Mare di Libri 2022 non è necessaria alcuna prenotazione. L’ingresso alle serate è è libero e gratuito fino a esaurimento posti. L’apertura dei luoghi di evento è alle ore 20.30. Capienza massima 200 posti a sedere e 30 in piedi.

Statua di San Francesco a Monterosso
“Per ogni luogo c’è un racconto,
un filo che ricama una trama.
A volte porta lontano,
ma più spesso fa tornare vicino.”
Il calendario degli

Eventi 2022

Consulta il calendario completo degli eventi: giorni, orari, autori e informazioni sui libri in programma per i mesi di luglio, agosto e settembre 2022.

In caso di mare mosso gli eventi si terranno in Piazza Garibaldi sempre a Monterosso al Mare.

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Luglio 2022

Chiesa di Monterosso

La crepa e la luce

Mondadori

Un'intensa e sincera testimonianza sul senso della giustizia e della memoria. Una storia di amore e pace. Questo libro è il racconto di un cammino, quello che Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, ha percorso dal giorno dell'omicidio del marito, cinquant'anni fa. Una strada tortuosa che, partendo dall'umano desiderio di vendetta di una ragazza di 25 anni con due bambini piccoli e un terzo in arrivo, l'ha condotta, non senza fatica, al crescere i suoi figli lontani da ogni tentazione di rancore e rabbia e all'abbracciare, nel tempo e con sempre più determinazione, l'idea del perdono. Un racconto che, partendo dalla vita di una giovane coppia che viene sconvolta dalla strage di Piazza Fontana, attraversa mezzo secolo, ricucendo i momenti intimi e privati con le vicende pubbliche della società italiana. Un'intensa e sincera testimonianza sul senso della giustizia e della memoria. Una storia di amore e pace.

Gemma Calabresi Milite

Gemma Calabresi Milite

Nasce nel 1946 a Capra ed è la nota vedova del commissario Luigi Calabresi, morto in un famigerato attentato durante gli Anni di Piombo, nel 1972. Gemma Milite è anche la mamma del famoso giornalista Mario Calabresi: «Cinquant'anni fa mio padre veniva ucciso e mia madre cominciava un cammino che non ha più abbandonato: quello del perdono. Una strada a tratti impervia, ma luminosa che ha deciso di raccontare in un libro. Per dire che al dolore si può rispondere anche con l'amore.»

Interviene Emanuele Moggia

Suicidio occidentale

Mondadori

Se un attacco nel cuore dell’Europa ci ha colto impreparati, è perché eravamo impegnati nella nostra autodistruzione. Il disarmo strategico dell’Occidente era stato preceduto per anni da un disarmo culturale. L’ideologia dominante, quella che le élite diffondono nelle università, nei media, nella cultura di massa e nello spettacolo, ci impone di demolire ogni autostima, colpevolizzarci, flagellarci. Secondo questa dittatura ideologica non abbiamo più valori da proporre al mondo e alle nuove generazioni, abbiamo solo crimini da espiare. Questo è il suicidio occidentale. L’aggressione di Putin all’Ucraina, spalleggiato da Xi Jinping, è anche la conseguenza di questo: gli autocrati delle nuove potenze imperiali sanno che ci sabotiamo da soli.

Federico Rampini

Federico Rampini

editorialista del «Corriere della Sera», è stato vicedirettore del «Sole 24 Ore», editorialista, inviato e corrispondente de «la Repubblica» a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino e New York. Ha insegnato alle università di Berkeley, Shanghai, e alla Sda Bocconi. È membro del Council on Foreign Relations, il più importante think tank americano di relazioni internazionali. Ha pubblicato più di venti saggi di successo, molti tradotti in altre lingue come i bestseller Il secolo cinese (Mondadori 2005) e L'impero di Cindia (Mondadori 2006). Tra i suoi libri più recenti, Quando inizia la nostra storia (Mondadori 2018), La seconda guerra fredda (Mondadori 2019), Oriente e Occidente (Einaudi 2020), I cantieri della storia (Mondadori 2020) e Fermare Pechino (Mondadori 2021). Ha prodotto e interpretato vari spettacoli teatrali, tra cui Trump Blues con suo figlio Jacopo, attore.

Una persona alla volta

Feltrinelli

di Gino Strada

Una missione che parte da Sesto San Giovanni, la Stalingrado d'Italia con le grandi industrie, gli operai, il partito, il passato partigiano. In fondo, un buon posto per diventare grandi. A Milano, nelle aule dell'Università di Medicina e al Policlinico Strada scopre di essere un chirurgo, perché la chirurgia gli assomiglia: davanti a un problema, bisogna salvare il salvabile. Agendo subito. Una passione che l'ha portato lontanissimo. Gli ha fatto conoscere la guerra, il caos dell'umanità quando non ha più una meta. In Pakistan, in Etiopia, in Thailandia, in Afghanistan, in Perù, in Gibuti, in Somalia, in Bosnia, dedicando tutta l'esperienza in chirurgia di urgenza alla cura dei feriti. Poi nel 1994 nasce Emergency, e poco dopo arriva il primo progetto in Ruanda durante il genocidio. Emergency arriva in Iraq, in Cambogia e in Afghanistan, dove ad Anabah, nella Valle del Panshir, viene realizzato il primo Centro chirurgico per vittime di guerra. Questo libro racconta l'emozione e il dolore, la fatica e l'amore di una grande avventura di vita, che ha portato Gino Strada a conoscere i conflitti dalla parte delle vittime e che è diventata di per se stessa una provocazione. In ognuna di queste pagine risuona una domanda radicale e profondamente politica, che chiede l'abolizione della guerra e il diritto universale alla salute.

Simonetta Gola

Simonetta Gola

è la moglie di Gino Strada, il medico e fondatore di Emergency morto nell'agosto 2021. Gino Strada ha sposato la donna in seconde nozze, tanti anni dopo essere rimasto vedovo di Teresa Sarti (prima moglie da cui il famoso medico e fondatore di Emergency ha avuto la figlia, Cecilia Strada). Simonetta Gola vive tra Milano e Paderno d’Adda (Lecco) ed è nata il 4 dicembre 1970 sotto il segno del Sagittario.
Letture di Marco Balma Interviene Cristina Borzacca

Dialoghi di spiritualità

D'amore, di silenzio e d'altre follie. Incontri nell'Italia della spiritualità

Vita e pensiero

«Ci sono forze spirituali diffuse e persistenti nel nostro Paese – scrive Eraldo Affinati nella Postfazione a questo volume –, quasi sempre invisibili, che agiscono nel profondo senza pretendere udienza né riconoscimenti». Ed è proprio lungo le tracce di «emozioni soddisfatte», «inquietudini risolte» e «crisi superate» che si snoda l’itinerario proposto da Roberto Italo Zanini nel libro D'amore, di silenzio e d'altre follie. Un viaggio in Italia diverso da tutti gli altri, perché qui le tappe sono rappresentate da eremi e monasteri, da comunità di famiglie e da angoli della metropoli trasformati in luoghi di raccoglimento. Si tratta di un percorso imprevedibile, sostenuto da domande tanto più urgenti quanto più sottaciute. Dove vanno a pregare gli italiani? Quali sono i loro riferimenti? Che cosa stanno cercando? Di che cosa hanno bisogno? Perché in tanti si sentono incompresi dalla Chiesa? Parte da qui un’indagine inedita sui riferimenti di una spiritualità alternativa, ma che rimanda all‘essenzialità della fede: una nuova geografia del credere, appunto, troppo poco rappresentata e nello stesso tempo vivacissima. Si compone così una galleria di testimoni che vivono la loro esperienza al confine tra mistica e impegno, tra l’azione e il silenzio. Padre Marko Rupnik, Antonella Lumini, fra Emiliano Antenucci e Angela Volpini sono solo alcuni dei protagonisti di un reportage che non mancherà di sorprendere e appassionare.

Roberto Italo Zanini

Roberto Italo Zanini

originario di Monterosso al Mare nelle Cinque Terre, è nato a Milano nel 1960. Giornalista, si occupa di cultura e spiritualità presso la redazione romana di «Avvenire». Tra i suoi ultimi titoli: Più forti del male. Il demonio, riconoscerlo, vincerlo, evitarlo (con G. Amorth, 2011); «Io sono nessuno». Vita e morte di Annalena Tonelli (2012); Natuzza Evolo. Come Bibbia per i semplici (2013); Bakhita. Il fascino di una donna libera (2019); con Paolo Rodari ha curato il libro di G. Amorth, Un esercito contro il male (2018).
Interviene Angela Volpini

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Agosto 2022

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Lezioni di sogni. Un metodo educativo ritrovato

Mondadori

Siamo nel pieno di quella che papa Francesco ha definito una catastrofe educativa: molti adulti si sentono sperduti, impreparati, quasi impotenti di fronte alle nuove generazioni e i giovani si trovano senza punti di riferimento sicuri. In un mondo che cambia con rapidità, è più che mai necessario ripensare il difficile compito di educare. Ripercorrendo quanto scritto negli ultimi trent'anni, mescolando ricordi personali e pubbliche riflessioni, Paolo Crepet offre il frutto della sua lunga esperienza, delineando quello che in molti hanno definito «il metodo Crepet». Un lungo viaggio, che pone al centro il bisogno di ripensare la genitorialità, la scuola, il rapporto tra le generazioni, il futuro. Non possiamo ignorare che la necessità di un profondo cambiamento si scontri con resistenze, timori, egoismi difficili da vincere, freni che privano bambini e ragazzi del diritto di far nascere i propri sogni e di coltivarli, affidandosi alla capacità di sentire le proprie emozioni e di lasciarsi coinvolgere dalla passione per un progetto di vita. Serve dunque la forza di una voce critica, anche scomoda, che scuota da questo torpore educativo e aiuti a invertire la rotta. Le pagine di Lezioni di sogni vogliono essere dunque spunti, provocazioni, richiami, un'occasione per riflettere sul futuro delle giovani generazioni. Che cos'è il talento e come supportarlo? Come gestire il rapporto con la tecnologia e i social media? Come educare alla gentilezza, al rispetto, alla complessità? Sono solo alcuni degli interrogativi a cui nessuno può sottrarsi, perché «i bambini ci guardano e imparano da noi bellezze e viltà». Paolo Crepet scrive perciò questo libro «come un portolano utile, per naviganti impauriti da vecchie e nuove tempeste, per chi voglia riafferrare il bandolo di una matassa troppo strategica perché sia lasciata all'ignavia degli indifferenti».

Paolo Crepet

Paolo Crepet

è uno psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista italiano, ospite frequente di varie trasmissioni televisive. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Padova nel 1976 e poi in Sociologia presso l'Università di Urbino nel 1980, nel 1985 ottiene la specializzazione in Psichiatria presso la Clinica Psichiatrica dell'Università di Padova. È il figlio di Massimo Crepet, in passato pro-rettore dell'Università di Padova e Professore di Clinica delle Malattie del Lavoro nello stesso Ateneo. Come scrittore vince il Premio letterario La Tore Isola d'Elba nel 2015. Ha all’attivo decine di libri di narrativa e saggistica.

Letture di Roberto Alinghieri

Interviene Emanuela Cavallo

La principessa afghana e il giardino delle giovani ribelli

Chiarelettere

Da una storia vera, il romanzo che racconta l’impavida resistenza delle donne afghane. Dopo aver raccontato l’Afghanistan come inviata di guerra a Kabul, Tiziana Ferrario torna nel paese ai piedi dell’Hindukush con questo romanzo che dà voce a una donna afghana, tenace tessitrice di pace, la cui famiglia è stata brutalmente cacciata e costretta all’esilio. Homaira, la principessa che dà il titolo al libro, è stata la nipote dell’ultimo sovrano afghano, Re Zahir Shah, l’uomo che ha governato il paese per quarant’anni, dal 1933 al 1973, prima di essere spodestato con un colpo di stato. In un mondo sospeso tra la vita e la morte, la principessa osserva il sangue che è tornato a scorrere nella sua terra, si prende cura delle donne che bussano alla sua porta, mentre gli integralisti avanzano seminando odio e vendette. È ancora vivo in lei il ricordo di un tempo in cui l’Afghanistan era meta di viaggiatori e paradiso degli hippie, terra di cultura e tradizioni millenarie, dove le donne non venivano lapidate negli stadi. In pagine toccanti e appassionate, Tiziana Ferrario lascia entrare e uscire le storie e le voci che immortalano la quotidianità di un paese a rischio oblio. Sono le storie e le voci di chi ha scelto di seguire la propria vocazione. Giornaliste, insegnanti, medici, sminatrici, ma anche sportive, poliziotte, giudici, musiciste, disegnatrici, appassionate di costume e moda. La faccia di una generazione che non si vuole fermare, anche se la vita è diventata impossibile. Serviva la forza viva della narrazione per ripercorrere quasi un secolo di storia attraverso le protagoniste della battaglia per la libertà che è in corso in Afghanistan. Donne fiere e audaci in un mondo di uomini che le vuole sottomesse. “Dovevo raccontare le loro storie e la tua storia, perché chi ancora non si è arresa non sia abbandonata e perché nessuno possa dire: io non sapevo.”

Tiziana Ferrario

Tiziana Ferrario

Giornalista, è stata uno dei volti del Tg1, inviata di politica estera e corrispondente da New York. Negli anni ha documentato guerre e crisi umanitarie. L’Afghanistan in mano ai talebani, la loro caduta, le difficoltà per il paese di andare oltre le dure leggi tribali che lo governano. In questo suo primo romanzo racconta la storia di Homaira, la principessa afghana in esilio a Roma, che ha conosciuto personalmente durante il suo lavoro giornalistico, diventando una sua cara amica. Anche in questo libro emerge con forza un tema che le sta a cuore: la difesa dei diritti delle donne. Ha scritto Il vento di Kabul (Baldini Castoldi Dalai 2006), Orgoglio e pregiudizi (Chiarelettere 2017) e Uomini, è ora di giocare senza falli! (Chiarelettere 2020).

Interviene Daniela Tagliafico

Ho voluto la bicicletta

Rizzoli

Come una tappa di montagna, ogni percorso di vita è un alternarsi di salite e discese, momenti durissimi e poi sollievo, castigo e misericordia. Il ciclismo è del resto un poderoso esercizio del corpo che, oltre alla forza muscolare, necessita di formidabili energie mentali.In questo libro Davide Cassani parte dal punto più amaro della propria lunga carriera – quando, appena esautorato dal ruolo di ct della Nazionale, si trovò da solo sul divano di casa a gioire per la conquista dell'oro nella gara su pista a Tokyo 2021 – per scandagliare, a una a una, tutte le risorse interiori che la bicicletta, sempre fortemente "voluta", gli ha permesso di sviluppare negli anni. L'ingrediente di base è la passione, sbocciata già nel '68, quando il babbo lo portò a vedere Gimondi al Mondiale. Ma non basta. Poi occorre decidere chi sei («gregario, lo avevo capito quasi subito»), saper scegliere gli obiettivi (vedi Nibali nel 2016: Giro, Tour o Olimpiade?) e soprattutto imparare a rialzarsi anche dopo le peggiori cadute, come quella di Bettiol a Tokyo. Per farlo servono sia fiducia all'interno della squadra (Martini ne aveva in Cassani, come Cassani in Trentin), sia tante altre doti individuali: lucidità, senso della sfida, studio. E poi la spinta (forse) maggiore viene dall'attitudine a sorprendere tutti come Colbrelli alla Roubaix, ad azzerare per cominciare una nuova vita. Cassani, di vite, ne ha già vissute almeno tre: corridore, commentatore, ct. E non stupisce che si stia profilando la quarta...

Davide Cassani

Davide Cassani

(Faenza 1961), ex ciclista professionista, dirigente e commentatore sportivo, è stato CT della Nazionale maschile di ciclismo su strada. Ha partecipato, tra le altre cose, a 11 Giri d’Italia. Tra i suoi libri ricordiamo Ho voluto la bicicletta (con Giorgio Burreddu e Alessandra Giardini, Rizzoli 2022) e Le salite più belle d’Italia (con Beppe Conti), disponibile in BUR.

Anni Sessanta. Quando eravamo giovani

Neri Pozza

Raccontare a un giovane d'oggi la vita quotidiana dei ragazzi che avevano la sua età negli anni Sessanta è come trasportarlo in un mondo parallelo. C'erano orizzonti illimitati, tutte le possibilità erano aperte, le autostrade crescevano come funghi insieme al Pil e l'ascensore sociale permetteva di realizzare molti sogni. Sei per i Beatles o per i Rolling Stones? ci si chiedeva. Paul McCartney ricorda ancora la prima volta che i ragazzi di Liverpool fumarono marijuana, iniziati da Bob Dylan. I Rolling Stones, con i capelli scodellati in avanti, i pantaloni a sigaretta, gli stivaletti, erano idoli potenti. In Italia c'era una ragazza lunga lunga che urlava, dimenava gambe, braccia e mani e con la sua voce fantastica poteva fare qualsiasi cosa. Si chiamava Mina. Però la trasgressione attraeva e intimoriva al tempo stesso, andava presa a dosi omeopatiche. Nel 1964 Aldo Moro inaugurò l'autostrada del Sole. Si cominciò a partire stipati sulla 600 chi per la villeggiatura, chi per tornare nel paese da cui era emigrato. Stavano arrivando anche la lavatrice, che avrebbe cambiato la vita delle mamme, e la pillola quella delle figlie. Prima le signore andavano in tubino, tailleur e giro di perle, al massimo un tamburello in testa come Jacqueline Bouvier in Kennedy. La minigonna irruppe come un fulmine, fiorì nella Londra in veloce trasformazione nel cuore di Chelsea, a due passi dallo studio del fotografo Antony Armstrong-Jones conte di Snowdon, appena entrato nella famiglia reale sposando Margaret, la sorella della regina Elisabetta. C'erano i playboy nei Sessanta, gli eroi delle lunghe estati, c'era Gigi Rizzi orfano di Brigitte Bardot, Porfirio Rubirosa che fra i suoi flirt annoverava Marilyn Monroe, Ava Gardner e Rita Hayworth. Sulle dune di Sabaudia si ritrovavano gli intellettuali: Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Enzo Siciliano, Dacia Maraini, Laura Betti. C'era chi da Milano andava a Kathmandu, paradiso dell'oppio, ritrovo internazionale dell'hippismo, ma anche del principe dei viaggiatori, Bruce Chatwin, che andò in Afghanistan nel 1969 in compagnia del gesuita Peter Levi e presagì la fine di quell'incanto. Anche le mode letterarie sono nate allora, quando si cominciò a leggere i libri senza subire solo la biblioteca di famiglia e a manifestare passioni totali. Per scrittori che suonavano un po' trasgressivi come Pablo Neruda o Henry Miller o il D.H. Lawrence dell'Amante di Lady Chatterley. E poi l'Antologia di Spoon River, Ernest Hemingway, Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Gregory Corso... Attraverso i ricordi, le sensazioni, le idee di chi allora era una ragazzina, si è trasportati in questo libro nella magica decade in cui cambiò tutto. In un mix di madeleine private e pubblici cambiamenti.

Maria Luisa Agnese
di

Maria Luisa Agnese

Nata a Genova nel 1947. La sua carriera professionale nasce e si sviluppa come giornalista presso il Corriere della Sera. Ha diretto Sette (1998-2007) e Specchio della Stampa (1996-1998). Dopo la laurea in Filosofia ha seguito un corso di giornalismo. Sei mesi dopo è approdata a Panorama (1972-1989), poi all’Europeo e di nuovo a Panorama come Vice Direttore Vicario. Tra le sue passioni ci sono lo yoga, il pilates e la danza classica. Dirige anche un blog su cui scrive: La 27ora. Inoltre, ha condotto una video rubrica di Corriere.it. dal titolo molto feisbuc “Mi piace”.

Intervengono Valentina Strada e Emanuele Moggia

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Settembre 2022

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Il lato oscuro del sole

Laterza  

L'avvento dell'era spaziale ha permesso agli scienziati di inviare sonde interplanetarie a studiare il Sole dallo spazio, al di sopra dell'atmosfera terrestre, e poi anche di andare a osservarlo da vicino, sfidando l'enorme flusso di calore e di radiazioni. L'Europa, attraverso l'Agenzia spaziale europea, ha partecipato fin dall'inizio all'enorme sforzo scientifico e tecnologico di inviare sonde spaziali sempre più sofisticate in missioni sempre più ambiziose. A cominciare da Ulysses, Soho e Cluster, per poi osare avvicinarsi sempre più al nostro astro, prima con Venus Express, poi Bepi Colombo verso il pianeta Mercurio e infine con Solar Orbiter, la missione più ambiziosa mai ideata per lo studio ravvicinato della nostra stella. Questa esplorazione del Sole dallo spazio è anche una grande avventura che ci viene raccontata direttamente dall'uomo che, nell'arco di trent'anni, ha contribuito direttamente alla preparazione e all'esecuzione delle operazioni di volo di queste missioni spaziali. Conosceremo così le sfide tecnologiche e umane, le difficoltà incontrate, e scopriremo quale rivoluzione scientifica sta nascendo dall'osservazione dei lati nascosti del Sole.

Paolo Ferri

Paolo Ferri

Fisico teorico, ha lavorato per oltre 37 anni al centro di controllo dell’Agenzia spaziale europea a Darmstadt, in Germania. Nella sua carriera ha vissuto direttamente gran parte della storia dell’esplorazione spaziale europea. È stato responsabile delle operazioni di volo di numerose missioni scientifiche, tra cui Cluster, direttore di volo di Venus Express, capo progetto del segmento di terra di BepiColombo e Solar Orbiter. Dal 2006 al 2013 è stato responsabile delle operazioni di missione delle sonde solari e planetarie e dal 2013 al 2020 di tutte le missioni spaziali robotiche dell’ESA. Il suo progetto più lungo ambizioso è stata la missione Rosetta, la prima e unica missione della storia ad atterrare sul nucleo di una cometa, un’avventura di vent’anni che ha descritto nel suo primo libro Il cacciatore di comete (Laterza 2020).
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Sponsor

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Consorzio Cinque Terre
Proloco Monterosso
Parco Cinque Terre
Banca della Lunigiana e Garfagnana
Cantieri San Lorenzo
Confartigianato
CNA
RES Comunicazione
F.A.Q.

Domande frequenti

Gli eventi in calendario sono gratis o a pagamento?

Tutti gli eventi in calendario sono a ingresso libero e non è necessaria alcuna prenotazione. L’ingresso alle serate è è libero e gratuito fino a esaurimento posti. L’apertura dei luoghi di evento è alle ore 20.30. Capienza massima 200 posti a sedere e 30 in piedi.

Posso raggiungere Monterosso in treno?

Il treno è il mezzo più rapido ed economico per raggiungere Monterosso al Mare. Dal 17 marzo al 4 novembre per viaggiare sui treni regionali che fermano alle Cinque Terre (tra le stazioni di Levanto e La Spezia) è possibile acquistare un biglietto a tariffa Cinque Terre, presso tutti i canali di vendita Trenitalia. Maggiori informazioni su tariffe e orari sul sito ufficiale Trenitalia.

Se raggiungo Monterosso in macchina, dove posso parcheggiare?

I due principali parcheggi a Monterosso si trovano in località Loreto (punto di arrivo per l'accesso al centro storico, aperto tutto l’anno) e in località Fegina (aperto da marzo a ottobre). Maggiori informazioni su tariffe e orari sul portale turistico delle Cinque Terre.